B&N Nook vs Amazon Kindle, è scontro frontale

ott 21st, 2009 by Antonio Tombolini in News & Press Releases, Prodotti, Rumors e Notizie dal Mondo

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Barnes & Noble sceglie la via dello scontro frontale contro Amazon nella battaglia degli ebook: sviluppa un lettore ebook proprietario, Nook, come Amazon fece già due anni fa con Kindle, sceglie la stessa tecnologia con lo stesso identico schermo e-ink da 6 pollici, lo lancia allo stesso identico prezzo di Amazon (259$ sia per Kindle che per Nook), rende possibile l’acquisto e il download direttamente sull’e-reader senza passare dal pc, accetta come prezzo di riferimento per “best sellers e nuove uscite” i 9,99$ fissati da Amazon per Kindle, come Amazon sceglie un formato proprietario criptato, eReader, per leggere il quale (su PC, Mac, iPhone o Blackberry) occorre scaricare e installare un apposito software.

Vero, ci sono alcune differenze, soprattutto relativamente all’hardware, apparentemente assai significative: su Nook la connettività non è solo 3G, ma anche wifi, Nook può caricare e leggere non solo ebook in formato eReader, ma anche ePub (purché senza DRM!) e PDF (idem). Ma si tratta in definitiva di differenze marginali, dovute al fatto che Nook è appena uscito, mentre Kindle ha già alcuni mesi di vita alle spalle, e c’è da aspettarsi una nuova versione magari già per i primi mesi del prossimo anno.

Quello che conta però è che Barnes & Noble ha scelto di competere con Amazon sul suo stesso terreno, adottando per Nook, in tutto e per tutto, lo stesso modello di business che Amazon ha disegnato per Kindle. Cosa significa tutto questo? Quali sono i punti di forza e le debolezze di ciascuno? Qualche considerazione:

  1. Kindle ha il vantaggio di essere già sul mercato da due anni, e di aver quindi già occupato il segmento degli early adopters, di aver già avviato la globalizzazione del suo mercato di riferimento, di costituire il punto di riferimento per quanto riguarda i livelli di prezzo dell’hardware e degli ebook, cui gli altri devono adeguarsi
  2. Kindle e Nook condivideranno sempre di più gli stessi contenuti in vendita agli stessi prezzi, nessun vantaggio né per l’uno né per l’altro da questo punto di vista
  3. Nook ha il vantaggio di poter essere visto provato e acquistato non solo online, ma anche nei negozi brick&mortar di Barnes & Noble
  4. Nook ha il vantaggio (secondo me però provvisorio) di avere anche connettività wifi, e di poter sfruttare quindi la connessione wifi gratuita che B&N offre nelle sue librerie
  5. Nook potrebbe avere il vantaggio di guadagnarsi la posizione di coolest in the market, posizione che Kindle, con le sue titubanze a livello di design, non ha saputo ancora guadagnarsi
  6. Altro? Nei commenti please :)

Aldilà però degli aspetti legati alla competizione tra i due mega-librai americani, l’operazione Nook, che si affianca e compete da oggi con Kindle e con tutto il resto dice (o conferma) alcune cose:

  1. la competizione tra ebook readers si fa molto molto dura, per un motivo di fondo: non ci troviamo qui di fronte ad un leader di mercato (per es. iPod nella musica) che spunta il prezzo più alto, lasciando spazio per tutti gli altri a prezzi più bassi. Qui i leader di mercato (a meno che Jobs non decida di piegarsi a e-ink, da non escludere affatto!) si danno essi stessi battaglia sul livello di prezzo più basso possibile, lasciando così sempre meno spazio ad altri competitor
  2. il mercato ebook sta esplodendo, e gli autori-agenti-editori-tipografi-distributori-librai-lettori farebbero bene a darlo per scontato, passando finalmente a chiedersi cosa sta cambiando e come di conseguenza cambiare il proprio mestiere
  3. la tecnologia e-ink (che da rumors consistenti e fondati sembra aver acquisito un nuovo player produttore di schermi, LG, che si affianca dunque al finora unico produttore PVI) ha dimostrato sul campo la sua bontà e utilità a questo scopo specifico: consentire una lettura confortevole, paragonabile alla lettura su carta, di testi lunghi
  4. tutti stanno inseguendo i big (Amazon, B&N, Sony, Google…) sul loro terreno, quello della pubblicazione, distribuzione e vendita di ebook mainstream, destinati ad un mercato di massa. Nessuno (ad eccezione, a suo modo, di O’ Reilly) sembra trovare il coraggio di muoversi su un terreno diverso, più adatto a imprese più piccole e indipendenti, quello della focalizzazione tematica, da un lato, e quello della sperimentazione, dall’altro. Sperimentazione che in casa Simplicissimus indichiamo affiancando al futuro del libro (l’ebook come via per garantire un futuro al libro così come lo conosciamo) anche il libro del futuro (l’ebook come via nuova da esplorare per sperimentare forme e modi nuovi di ciò che oggi chiamiamo libro).

Voglio infine regalare un’idea a ciascuno dei signori che ho sopra citato:

  1. un’idea per gli autori: cominciate a scrivere il vostro prossimo libro pensandolo come innanzitutto digitale, e quindi in rete, e quindi in grado di sfruttare l’integrazione con tutto quello che la rete offre. Se il libro è in qualche modo una realtà parallela, e se nella realtà di ogni giorno la rete sta integrando una augmented reality, attraverso cui ogni individuo può abbinare alla realtà dei luoghi e dei momenti che vive le informazioni e i tool che a quei luoghi e a quei momenti la rete abbina. Bene: scrivete tenendo presente la possibilità che il lettore possa integrare una augmented reality anche nel mondo e nelle vicende che state raccontando.
  2. un’idea per editor e agenti letterari: aiutate gli autori a pensare al libro come sopra, diventando voi stessi esperti di ciò che la rete può offrire, e valutate caso per caso se non sia forse possibile autopubblicare il proprio ebook, sperimentando anche modalità di rapporto nuovo con i lettori
  3. un’idea per gli editori, anzi due: la prima, rilasciate subito tutto il vostro catalogo in formato ePub, cribbio, cosa state ancora aspettando? E se avete il fegato per farlo, senza DRM, ché tanto sappiamo già tutti che tra due anni, forse meno, saremo lì a toglierli (noi di Simplicissimus vi suggeriamo SBF STEALTH, con i Social DRM, col nostro tool di watermarking, che consente una personalizzazione dell’ebook aggiungendo sul frontespizio del libro un vero e proprio ex-libris digitale, col nome e cognome dell’acquirente); se però non ne avete il fegato, metteteci pure i DRM (tanto tra due anni, forse meno, li toglierete), e rilasciate subito ’sto benedetto catalogo! Seconda idea, smettetela di dire agli autori che il vostro ruolo non morirà mai perché siete voi a dare autorevolezza ai loro libri appiccicandoci il vostro brand. Già oggi nessun lettore cerca un libro in base al marchio dell’editore (ma semmai autore, titolo, argomento, prezzo… tutto tranne che l’editore!). Concentratevi invece in quello che era il vero mestiere dell’editore, e di cui ci sarà sempre più bisogno nell’epoca dell’abbondanza digitale: la ricerca e scoperta di talenti nuovi, e la loro cura, offrendo piattaforme di scrittura innovative, in grado di dare all’autore la padronanza di tutte le possibilità che la rete offre fin dalla ideazione del suo libro, offrendo piattaforme ricche di interazione e condivisione diretta coi lettori, … imparando insomma un nuovo-vecchio mestiere: quello di padroneggiare la tecnologia per cavarne tutti i tool, gli attrezzi del mestiere, più adatti a coltivare i talenti di un autore e il suo rapporto coi lettori
  4. un’idea per i tipografi: dedicatevi alla stampa su carta di qualità elevata, anzi no, di qualità altissima; e per il pane quotidiano attrezzatevi per stampare ebook di qualità professionale nei vari formati. L’ebook non è il vostro nemico, è il vostro futuro!
  5. un’idea per i distributori: cambiate (progressivamente) mestiere, quello che fate attualmente è destinato a rimpicciolirsi drammaticamente. Siete voi quelli che soffriranno di più dal cambiamento: ci sarà sempre meno carta da trasportare avanti e indietro. Del resto è anche logico che sia così: siete stati voi quelli che hanno guadagnato di più negli ultimi 50 anni, proprio portando avanti e indietro montagne di carta. E magari dedicatevi di più a fare gli editori (coi soldi che avete guadagnato avete spesso comprato molti editori vostri clienti) o riconvertitevi alla distribuzione digitale degli ebook: ma fatelo solo se avete spalle larghe, ché di distributori digitali non ne servono molti, sono i bit a dover essere immagazzinati e distribuiti, mica pallet di carta!
  6. un’idea per i librai brick&mortar: siete ancora lì senza neanche un ebook reader da vendere? Siete ancora lì senza neanche una connessione wifi da offrire gratuitamente ai vostri visitatori? Siete ancora lì senza neanche una poltroncina su cui sedersi, un salottino in cui leggere e chiacchierare, un caffè a cui rifocillarsi? Siete ancora lì senza avere qua e là un computer con la connessione pronta e attiva a disposizione dei visitatori? Siete ancora lì ad ammucchiare copie su copie di libri di carta, invece di aver già attrezzato una sezione ebook, una specie di tabellone con su le sole copertine dei libri e il link per il download immediato dell’ebook corrispondente da comprare lì, seduta stante? E siete ancora lì senza aver allestito la vostra e-dicola, da cui consentire l’acquisto a tutti i quotidiani e periodici disponibili in formato ebook?
  7. un’idea per i librai online: aprite subito, ma subito subito, una sezione ebook e cominciate a venderli. Siete privilegiati, grazie alle piattaforme di distribuzione non dovete investire un solo euro per farlo. Se non in termini di dedizione, di arricchimento di contenuti, di tool, di informazioni da offrire al cliente. Ed è un business in cui la logistica la fanno le piattaforme di distribuzione di cui vi servite, non vi servono magazzini, corrieri, spedizioni… ci state ancora pensando?
  8. un’idea per i lettori: smettetela di fare i bambini capricciosi, ah ma vuoi mettere la carta e l’inchiostro e il profumo… tutte balle, il 95% della carta stampata che maneggiate fa schifo, è stampata male, puzza, vi sporca le dita, i caratteri sono troppo piccoli e da una pagina vedete in trasparenza quella successiva. E pesa. E… insomma, piantatela: date soddisfazione al vostro feticismo spendendo dei bei soldoni in qualche realmente bella edizione cartacea, e correte a comprarvi un ebook reader, e cominciate a rompere le scatole a librai ed editori perché si decidano a pubblicare tutti i loro libri anche in formato ebook. Cosa ne otterrete facendo così? Che leggerete di più, come, guarda un po’, da quando c’è il lettore mp3, ascoltate più musica.
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22 Comments

  • Non posso ce applaudire.
    Conosco persone che si farebbero pagare miGliaia di euro per uno solo dei consigli che dai… anzi conosco quasi solo persone che si farebbero pagare.

  • La cosa più interessante di NOOK è che si accede a funzionalità speciali quando sei nella libreria B&N, questo potrebbe tentare alcune delle grandi catene librarie nostrane che così potrebbero riprendere il vantaggio sulle librerie online

    penso a librerie con spazi lettura (Feltrinelli, Ubik, Mondadori e le altre) che potrebbero approfittare di questo modello (non solo con NOOK ovviamente, se ne potrebbero uscire con un altro modello) ma anche quei grandi magazzini/supermercati che hanno una una miserella sezione libraria potrebbero avvantaggiarsi enormemente di un buon punto wi-fi per ereader…..

    bisognerebbe tentare di vedergliela…

  • Bel post! Grazie Antonio.

  • Indubbiamente un bel prodotto, spero che anche di questo facciano presto una versione internazionale. Solo che, per quanto riguarda la connettività, AT&T si è già spesa con Amazon, e non so se potrà farlo anche con B&N. Ad ogni modo per chi, come me, sta decidendo se entrare nel mondo egli eReader, questa guerra al ribasso non può fare che piacere.

  • Antonio,

    leggevo che Nook avrebbe avuto l’interazione “touch” a la iPhone. Sei in grado di confermare?

  • … mi inchino a tanto fervore e mi rendo conto sempre di più di quanto io possa essere indietro rispetto alla tua visione del mondo dei libri …. complimenti antonio.

  • Attenzione al discorso sul catalogo, però. Quando dici agli editori “rilasciate subito tutto il vostro catalogo in formato ePub” ti riferisci ovviamente a libri “vecchi”, cioè soprattutto a quelli di difficile disponibilità. Ora, anche ammesso che l’editore abbia ancora i diritti di questi libri (cioè che il proprietario non sia l’autore o chi per lui), bisogna vedere che tipo di contratto è stato stipulato, tenendo conto che, in passato, i diritti elettronici non venivano neppure citati, nei contratti. Cioè significa che con *ogni* autore va rinegoziato l’uso del suo libro per il rilascio, per esempio, in formato ePub. Non è impossibile, ovvio, ma hai idea di quanto lavoro ci vuole? (Nota bene che non sono polemica. Credo molto nell’ebook e non da due giorni, ma almeno dal 2000…)

  • @Matteo, Nook ha in basso un minidisplay LCD a colori dedicato esclusivamente alla navigazione: ci fai scorrere le immagini delle copertine, tocchi quella che vuoi leggere, e l’ebook si apre sopra, nello schermo e-ink per la lettura. B&N non ha resistito alla tentazione di fare un po’ di confusione parlando di un “color touch screen”, e come spesso capita qualche “giornalista specializzato” (che non ha mica tempo da perdere nell’andarsi a studiare le notizie alla fonte, ecc…) sta già parlando di schermo a colori touch “à la iPhone”, ma non è così: ficchiamocelo tutti in zucca, per e-ink (quindi per leggere libri) *niente colore prima del secondo semestre 2011*.

    @Catriona, no, non mi riferisco soltanto ai libri vecchi, e perché mai? Mi riferisco al catalogo, a tutto il catalogo, vecchi e nuovi, quale sarebbe il problema su questi ultimi? Inoltre: vero il problema della necessità di ri-negoziare i diritti digitali con gli autori ove non previsti nei contratti esistenti, e ovvio che questo abbia un costo. Ma anche qui, qual è il problema? L’ebook è un prodotto nuovo, che andrà a fare vendite nuove: vale o no la pena di “svilupparlo” [ovvero di investirci sostanzialmente su 3 cose soltanto: 1) contrattualizzare i diritti con l'autore; 2) averne il formato ePub; 3) distribuirlo]? Quello che voglio dire io qui è che *sì, ne vale certamente la pena, è ormai sotto gli occhi di tutti, cos’altro c’è da aspettare?

  • Il tuo consiglio ai librai brick&mortar è da tempo il mio sogno di lettrice.

    Ottimo articolo, come sempre.

  • Io vedo favorevolmente l’LCD touch in basso sul Nook, nella mia recensione dell’iLiad (appena riesco a trasferirla da brain a blog) l’avevo già prospettata come un plus per accelerare le operazioni di feedback nell’input. Certamente meglio IMHO della tastiera del Kindle.

  • Il “catalogo” per un editore è di solito composto da quei libri che non sono “novità”, per questo ho usato l’aggettivo “vecchi”. Ma il problema c’è (seppure più limitato) anche per quelli nuovi, nel senso che non sempre gli editori hanno i diritti elettronici, rimasti di proprietà dell’autore o gestiti dall’agente eccetera.
    Quanto alla ri-negoziazione, non ne facevo soltanto un problema di soldi, ma anche di tempo e di impegno. E, ti assicuro, anche se non è esattamente il mio campo, che è un lavoraccio ri-negoziare anticipi, royalties, modalità e farlo con un numero cospicuo di autori Il mio dubbio primario – l’avrai capito – era su quel “cosa state ancora aspettando”: non è questione di aspettare, non è che abbiamo tutti i diritti elettronici dei libri presenti nel nostro catalogo e ce ne stiamo lì a girare i pollici, insomma :-)

  • @Catriona, però riconoscerai che su questo tema, i pollici, molti editori se li sono girati per un po’ troppo tempo… non è da oggi che si parla di ebook, no? :) Ciò detto, se serve una mano ho due avvocati contrattualisti come soci, uno pure esperto di diritto d’autore :)

  • Eh, gli avvocati li abbiamo anche noi (e li hanno pure gli autori ;-) ) Comunque sì, gli editori non sono stati proprio rapidissimi a reagire.

  • Io ci tenevo a dire la mia sul primo punto, “idea per gli autori”.
    Non credo che l’avvento degli ebook cambierà il lavoro degli scribacchini come il sottoscritto, almeno non lo cambierà in senso stretto.
    In una realtà di rete l’autore dovrà certamente tener conto di nuovi fattori: ad esempio tutto l’apparato testuale attorno al suo lavoro potrà essere interattivo, le illustrazioni sostituite da brevi filmati o simili. Oppure, come fanno ad esempio i Wu Ming, si potrà dare ampio spazio al contributo parallelo dei lettori sotto forma di scritti, o disegni, o musica.
    Secondo me però la vera, grande novità per gli scrittori, è già sotto gli occhi di tutti: occorrerà documentarsi sempre meglio su quello che si scrive. Grazie alla rete sempre più lettori possono scoprire in pochi secondi se un particolare “torna” o no, se una teoria è giustificata o meno. E quindi lo scrittore dovrà essere doppiamente attento. Mi sembra una cosa molto positiva, tra l’altro.

  • Bene, bravo, bravissimo, post bellissimo. Ma devo lanciare una provocazione. Se le case discografiche, 25 anni fa, quando è uscito il cd, avessero potuto prevedere il futuro, non è che magari avrebbero evitato il passaggio al digitale? Se avessero rifiutato di produrre musica in formato digitale, rifiutando quindi il cd, ed avessero continuato a produrre SOLO vinili, forse realizzerebbero ancora guadagni milionari. “Se vuoi un disco vero, ti compri il vinile, che sono noi abbiamo i mezzi per realizzare e distribuire”, questo avrebbero dovuto dire. “Questo ci consente di pagare le registrazioni un uno studio tipo Abbey Road per parecchi mesi, con i migliori tecnici in circolazione, e ci consente anche di produrre gente che forse avrà successo ma forse anche no, con i guadagni che ci avanzano. Produrremo, come sempre, tante stronzate. Ma produrremo anche capolavori, perché siamo un industria. E possiamo strapagare tutti.”
    Se fossi un editore oggi direi: mandatemi i vostri capolavori, ma solo se li avete scritti con la macchina da scrivere. Pubblico solo cose che non sono mai state in formate digitale e non lo saranno mai.

  • Alex, nessuno impedisce ad un editore di agire come dici tu, e infatti secondo me l’affermarsi del digitale porterà con sé paradossalmente (ma non troppo) un forte rilancio delle edizioni e della stampa di altissima qualità (cosa che sarà evidente a tutti entro un anno, segnatevi la data…). Il tuo approccio non funziona invece (né avrebbe funzionato per la musica) come alternativa per “bloccare” la transizione al digitale: sarebbe come se ai tempi di Gutenberg qualcuno avesse preteso di fermare l’adozione della stampa a caratteri mobile (che inevitabilmente distruggeva il business degli amanuensi) semplicemente affermando che “alt, siccome io controllo i contenuti, non li metterò mai a disposizione per la stampa”. Strada impraticabile per due motivi:
    1) i contenuti per loro natura cercano sempre la massima diffusione possibile
    2) il “controllo” dei contenuti è una strategia che si basa sul “potere”, ma più viene esercitato in maniera repressiva, più alimenta potenziali contraccolpi da chi dei contenuti resta il vero padrone, ovvero gli autori: man mano che gli autori comprenderanno che è il digitale a garantire la maggiore circolazione delle loro cose, come potrà un editore bloccarli? E soprattutto: che senso avrebbe?!?

    Non a caso nella musica, grazie al passaggio al digitale, è successo che adesso se ne compra, e se ne ascolta, molta di più. Accadrà lo stesso coi libri e la lettura.

  • I libri che leggo sono per il 99% in formato cartaceo. Capisco l’entusiasmo per gli eBook e, in quanto scrittore, ho ben presente che quel che scrivo e scriverò e cercherò di far pubblicare dovrà necessariamente tenere in conto i progressi tecnologici dell’industria dell’editoria.

    In quanto lettore, probabilmente sarò anche “un bambino capriccioso”, ma continuo a preferire la carta. I miei occhi la preferiscono. In generale, preferisco il formato libro perché è per me più versatile ed economico. Mi sono imbattuto in edizioni tascabili davvero pietose, e in quei casi ho cercato edizioni migliori.

    Il fatto è che pur essendo di larghe vedute e aperto alla novità, oggi non sono disposto a investire denaro in un lettore di eBook. Sarà perché non riesco più a leggere la quantità di libri che leggevo dieci anni fa, ma spendere (butto lì una cifra) 250 Euro per un lettore di eBook e poi spendere per acquistare edizioni elettroniche di libri, che possono anche essere di 5 Euro l’uno, finisce per essere una spesa superiore all’acquisto dei libri fisici.

    E poi non voglio avere addosso l’ennesimo dispositivo portatile e l’idea di doverne mantenere un altro non mi entusiasma. Per l’esigenza di lettura elettronica occasionale (l’articolo tecnico in PDF, il racconto breve) mi basta iPhone. Ma non riesco proprio a leggere romanzi o saggi in formato elettronico.

    Sono anche scettico sull’osservazione finale:

    “[...]cominciate a rompere le scatole a librai ed editori perché si decidano a pubblicare tutti i loro libri anche in formato ebook. Cosa ne otterrete facendo così? Che leggerete di più, come, guarda un po’, da quando c’è il lettore mp3, ascoltate più musica.”

    È proprio così? In generale può anche essere che dall’esplosione della musica in formato MP3 se ne ascolta di più. Il lettore MP3 facilita di molto le cose perché permette di portare con sé molta più musica del lettore CD portatile e del Walkman. Ma come scrivevo altrove tempo fa, “il paragone con la musica non mi convince. Mentre ha senso avere con sé migliaia di canzoni sul proprio iPod, avere con sé migliaia di libri su un analogo supporto portatile mi sembra una sciocchezza. La grossa differenza fra musica e libri è la fruizione. Io posso ascoltare la mia musica mentre passeggio, ed è comodo avere centinaia di canzoni con me perché posso saltare da un album all’altro, crearmi una playlist, una colonna sonora per la mia passeggiata o mentre sto viaggiando. Posso mettere iPod in modalità shuffle e lasciare che sia lui a sorprendermi, pescando a caso in gigabyte e gigabyte di materiale.

    Se applichiamo lo stesso concetto ai testi e ai libri, si vede subito come abbia molto meno senso. I libri, anche la serie di libri che uno sta leggendo in un dato periodo, non sono canzoni da tre minuti che uno si mette ad ascoltare casualmente e indiscriminatamente”.

    Insomma, non sono tanto sicuro che, avendo più eBook in circolazione, si finisca col leggere di più. Certo, sarà più facile ottenere un testo, e quindi si sarà certamente più portati ad accumularne, ma per arrivare a leggere di più ci vuole tempo, non solo l’incentivo offerto dalla comodità del formato elettronico. La musica permette una fruizione passiva: uno può fare altro mentre ascolta canzoni in cuffia, e quindi con la praticità del lettore MP3 può ascoltarne di più. Ma non si può fare lo stesso con la lettura, che è un’operazione molto più esclusiva. Di qui il mio scetticismo.

    Un sincero augurio per il tuo lavoro nel settore, e chiedo venia per la lunghezza del commento.

    Un saluto,
    Riccardo

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    ……

 

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